48° Giro dei Tre Monti

Il podio maschile

Il podio maschile

(articolo di Danny Frisoni) Nouvelle vague al potere al 48° “Giro dei Tre Monti”, scelto da 5.004 concorrenti (record dell’era moderna), incentivati da un sole quasi estivo. Tra i 752 agonisti classificati sui tradizionali km 15,3, partiti e conclusi all’interno dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, si sono infatti imposti i 22enni Filicien Muhitira e Giulia Mattioli con una gara in rimonta, segno di un’evidente sicurezza nei propri mezzi. L’alfiere dell’Atl. Potenza Picena ha portato per la prima volta sul gradino più alto della gara allestita dall’Atl. Imola Sacmi Avis, i colori del Ruanda, superando nel tratto di discesa, a circa due terzi del tracciato, il fuggitivo marocchino Mohammed El Mounim. L’arrivo sulla pit lane è avvenuto dopo 47’28” dal via, che lo aveva visto protagonista di un curioso siparietto: i Giudici della Fidal lo hanno rincorso per circa mezz’ora, consegnandogli il microchip che aveva lasciato in segreteria. L’argento è andato all’altro rimontante, il burundiano Olivier Irabaruta (a 21”), mentre abdicano sia i marocchini (El Mounim a 34” e Bamaaruf a 50”), che i keniani (Chirchir a 1’25”, Kiplangat addirittura fuori dai 10).

Sesto e settimo gli altri magrebini El Barhoumi (a 1’29”) e Nasef (a 2’31”), seguiti dallo specialista di corse in montagna Michele Belluschi, primo italiano, attardato di 2’49”, poi ancora Benhamdane (a 3’09”) ed Hajjy, decimo in 50’56”. L’onore romagnolo è stato difeso da Michele Cacaci, solo tredicesimo in 51’42”, colpito dai crampi già in salita; dal Campione Italiano Under 20 sui 1.500 metri, Simone Bernardi (2 posti dietro e 34” in più), primo imolese, al debutto nella gara, al pari dell’altro Tricolore di casa, Francesco Conti (800 m. Under 23); e Nicholas De Nicolò (17° , in 52’30”). Ma anche da 2 ori di categoria con Claudio Valeri (M50/55, in 56’41”) ed Adolfo Accalai (Over 60, in 1.02’22”). La modenese della Corradini invece ha impiegato poco più di 7 km per riprendere la lepre, e compagna di colori, Martina Facciani e non appena scollinato il gpm del Monte Frassineto (252 m. slm) come una catapulta si è poi fiondata verso l’arrivo, attraversato dopo 57’02”. La Facciani non si è prodigata più di tanto, perché sta ancora caricando in vista dei Tricolori sui 42 km, però ha accusato solo 1’29”, avendo comunque ragione di Giovanna Ricotta (a 2’), di Francesca Battacchi (a 6’11”), e della predappiese Celeste Ferrini (a 7’07”), che a soli 23 anni ha forse toccato il vertice più alto della sua fresca carriera.

Danny Frisoni

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