Categoria: Campionato di società

Intervista agli staffettisti argento ai Campionati Italiani di cross

Medaglia d’argento per la staffetta dell’Atletica Imola Sacmi Avis ai Campionati Italiani Assoluti di Cross, andati in scena nella suggestiva cornice del parco di Villa Montalvo a Campi Bisenzio (FI) sabato 13 marzo. Il racconto della gara direttamente dalle voci dei quattro protagonisti che si sono dati il cambio sul percorso da 2 chilometri: Mattia Turchi (allievo), Riccardo Ghinassi (junior), Riccardo Gaddoni (promessa) e Luis Ricciardi (senior).

 

Vi aspettavate la medaglia / ci speravate?

Mattia Turchi: Sì, fin dall’inizio guardando gli iscritti abbiamo visto che potevamo arrivare a podio.

Riccardo Ghinassi: Sapevamo di essere una buona squadra e di avere concrete possibilità di medaglia; tuttavia non conoscevamo bene i nostri avversari e ogni gara può presentare diverse insidie… Così non è stato, siamo riusciti a portare a casa un’ottima medaglia d’argento nella quale tutti abbiamo creduto e sperato.

Riccardo Gaddoni: Mi aspettavo la medaglia, anche se non conoscevo tutti gli atleti delle altre squadre sapevo che avremmo avuto una staffetta da podio. Speravo nell’oro ma la formazione di Vertova aveva in gara Parolini che ha meno di 14′ sui 5000 e non era battibile.

Luis Ricciardi: Sinceramente no. Un buon piazzamento sì, ma si tratta di un campionato italiano di cross, anche se la distanza dei 2 km si addice alle caratteristiche di tutti e quattro.

 

Raccontaci com’è andata questa staffetta… sotto l’aspetto “tecnico” della tua frazione e sotto quello “di squadra” della staffetta con i tuoi compagni.

Mattia: Secondo me è andata molto bene: dal mio punto di vista ho fatto il meglio che potevo, considerando che i cross non sono la mia disciplina sono riuscito a piazzarmi quinto nella mia frazione. Credo che siamo davvero una bella squadra.

Riccardo Ghinassi: La mia frazione la ritengo molto buona, sono riuscito ad esprimere il meglio di me recuperando e superando, nella parte finale, gli avversari, fino a portarmi al comando della gara. Nell’ultima frazione correva Luis e ci giocavamo il podio, sono stati molti belli i momenti che hanno preceduto il suo arrivo al traguardo: Turchi, Gaddoni e io abbiamo atteso ansiosamente e incitato il nostro compagno fino al suo arrivo, dove lo abbiamo accolto super felici per l’esito della gara.

Riccardo Gaddoni: Riguardo all’aspetto tecnico sono abbastanza soddisfatto della mia frazione: non sono un crossista e non volevo partire forte per evitare di scoppiare, forse ho osato un po’ troppo all’inizio cercando di stare con l’atleta di Savona che mi aveva superato in partenza, ma dopo aver perso la posizione e qualche secondo nella parte centrale del percorso (quella con le salite) credo che il gap sia rimasto abbastanza costante e ho chiuso abbastanza forte.

Luis: La staffetta è andata benissimo, penso che meglio di così non potessimo fare. Già dal riscaldamento ho capito che potevamo fare una grande gara, c’era concentrazione e questo probabilmente ha fatto la differenza in gara. Vedere Gaddo terzo mi ha dato la carica per raggiungere il secondo posto, ho iniziato a tirare dall’inizio e ho retto fino alla fine.

 

Se dovessi descrivere questi campionati italiani con una sola parola?

Mattia: Sborata!

Riccardo Ghinassi: Suggestivi.

Riccardo Gaddoni: Il punto di forza della squadra è stata la consistenza e credo sia la parola che rappresenta meglio i campionati, perché non avevamo atleti di punta ma un livello generale medio-alto (4’08 Turchi, 3’57 Ghinassi, 3’52 io e Luis).

Luis: Luce. In un periodo così buio, questa staffetta ci ha dato qualcosa che ci servirà nell’outdoor.

 

Adesso, come procederai con la tua preparazione? Come e dove ti stai allenando?

Mattia: Aumenteremo il chilometraggio per arrivare a una buona base aerobica, per 1500 e 800 e magari, chissà, forse tornare sulle siepi. Il mio obiettivo è ovviamente arrivare nei primi tre nella specialità che meglio mi rappresenta.

Riccardo Ghinassi: Adesso è tempo di preparare la stagione outdoor, procederò allenandomi con grinta e determinazione per migliorarmi. Mi sto allenando da solo a casa, nel mio Comune, già dal 25 febbraio a fronte delle restrizioni imposte dalla pandemia… spero, presto, di poter tornare in pista a Lugo per prepararmi al meglio.

Riccardo Gaddoni: In questa fase della stagione cercherò di allungare un po’ le distanze, macinando chilometri nei dintorni di casa e se possibile al campo. Il mio prossimo obiettivo è un test non ufficiale sui 10km, mentre per le gare in pista gli obiettivi della stagione sono 3’50 sui 1500 e 15′ sui 5000.

Luis: Ho intenzione di spaziare da 800-1500 fino al 5000. Questo argento ci è servito di stimolo, ci può aiutare per l’outdoor, come gruppo ci ha dato tanto. C’è un bel gruppetto, anche con Dall’Osso, ci stimoliamo a vicenda. Se troviamo la sintonia giusta riusciremo a dare ancora tanto.

 

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Dai cross un argento e quattro bronzi tra classifiche individuali e di società

In contemporanea con i Campionati Italiani Assoluti di Ancona si è svolta a Correggio (RE) la seconda fase dei Campionati Regionali di Società di cross (anche Campionati Individuali di categoria), sotto severe regole anti-Covid (accesso al campo gara contingentato, mascherina obbligatoria per i primi 500 metri delle prove, tempo limite massimo per le gare più lunghe).

Il risultato principale è il secondo posto nella categoria Juniores maschile di Riccardo Ghinassi, stesso piazzamento della prima fase. Il recordman allievi dei 1500 va in fuga fin dalle prime battute con il reggiano Rondoni (Corradini Rubiera), al quale si deve arrendere soltanto nel finale portando a casa l’argento individuale e preziosi punti per la classifica di squadra. Nella stessa prova ottima nona piazza per Jacopo Torri, che si sacrifica correndo una gara molto più lunga rispetto ai suoi standard e conferma la prestazione del CdS di Reggio Emilia, nel quale si era classificato settimo. I piazzamenti nelle due prove di Ghinassi e Torri, oltre all’ottavo posto nella prima fase del mezzofondista veloce Lorenzo Landi, consentono di ottenere un ottimo terzo posto di squadra, considerando la composizione prevalentemente di ragazzi più portati per le distanze corte e non a proprio agio nei cross e l’assenza di Davide Lanconelli.

Altro bronzo di società nella categoria Allieve, trascinate dal quarto posto di Lovepreet Rai che dopo un’ottima stagione indoor (2’25’’49 e 1’02’’09 nella prima annata tra le grandi) si fa trovare pronta anche nei cross. Per la classifica di società sono stati determinanti i piazzamenti di Giulia Conti (25^) e Sara Morini (29^).

Nella categoria Juniores al femminile corre un’ottima gara Maria Celeste Veroli, al terzo posto eguagliando il piazzamento nella prima fase, mentre si piazza undicesima la compagna di allenamento Erika Bolognesi. Si classifica al terzo posto anche Riccardo Gaddoni nel cross corto (primo tra le Promesse), dopo aver condotto quasi tutta la gara in testa con il compagno Luis Ricciardi (classificatosi 4°) in una gara decisa da un serrato sprint finale vinto dal triatleta Chitti (CUS Parma) grazie alla sua maggiore potenza muscolare. Sulla stessa distanza tra le donne ottimo quinto posto di Nadiya Chubak, con Irene Dottori 10^ e Ambra Cani 17^.

L’ottocentista Mattia Turchi, allievo reduce da un campionato italiano indoor agrodolce la settimana scorsa, chiude la sua prova ad un buon quinto posto essendosi focalizzato maggiormente sulla stagione indoor. Riccardo Dall’Osso debutta invece nella categoria Promesse nei 10 chilometri piazzandosi al 65° posto nella classifica che comprende anche i Senior, dopo una preparazione invernale funestata da ben tre infortuni. Infine, Giorgia Bacchilega conclude 26^ nella prova riservata alle Promesse/Seniores donne nonostante alcuni problemi fisici nelle ultime settimane.

Intervista ad Alessandro Tognin, staffettista ai Campionati Italiani Allievi nella 4×400

“Mi piace la sensazione di velocità che crei con il tuo corpo, sentire la velocità sulla pelle”. Ecco Alessandro Tognin, quattrocentista che ha contribuito alla staffetta degli Allievi 3^i in Italia.

Ciao Alessandro, come commenti questo 3° posto ai Campionati Italiani di Società?

Come gli altri non me l’aspettavo. Non conoscevo bene gli altri componenti della squadra, in occasione di questi Campionati ho scoperto nuovi compagni, soprattutto nel settore del mezzofondo e dei lanci, veramente forti! A Lugo conosco praticamente tutti, ma con gli imolesi ci incontriamo solo alle gare e in occasione della staffetta 4×400 ci siamo conosciuti meglio.

Per quanto riguarda i tuoi risultati di quest’anno, com’è andata?

È stato difficile dopo lo stop del lockdown, è stato strano allenarsi al di fuori del campo, senza gli altri. Purtroppo non sono riuscito a migliorarmi. Con Claudio, il mio allenatore, abbiamo deciso di continuare a lavorare per la staffetta 4×400.

La tua gara migliore e la peggiore?

La migliore è stata lo scorso anno a Modena, con quel 52”30 che è ancora il mio personale. La peggiore che ricordi invece è il mio primo 400 in assoluto, corso indoor, è stata un’esperienza traumatica perché con tutta quella fatica mi aspettavo un tempo migliore.

Cosa ti ha portato a scegliere come specialità proprio il giro della morte?

Vengo dal mezzofondo, da piccolo ero bravino ma non mi piaceva, non ci trovavo la passione. Da cadetto ho provato i 300 e così passando allievo sono arrivato ai 400.

Prossimo obiettivo?

I 400 sono l’unica gara che ho in testa. Voglio tentare il minimo ma soprattutto migliorarmi, andare oltre i miei limiti.

Cosa ti piace di più della disciplina, del tuo allenatore e del tuo gruppo?

Quelle che corro io sono distanze in cui riesci a provare una sensazione di velocità che crei con il tuo corpo, dove senti la velocità sulla pelle.

Per quanto riguarda Claudio penso che il suo punto di forza sia il fatto che è sempre molto disponibile e comprensivo, può sembrare buono ma dentro è determinato e “cattivo”, nel senso che riesce a tirare fuori il meglio dai suoi atleti.

Il bello del nostro gruppo – mi alleno con Pietro Carnevali, Davide Bernabei, Pietro Ravagli e gli altri – è che siamo uniti e giocherelloni.

Allenamento preferito e allenamento più odiato?

Mi piacciono le prove un po’ più lunghe, dai 300 ai 500, quindi variazioni e scalette, ma detesto la resistenza alla velocità, gli allenamenti di velocità pura e tecnica…

Il/la più simpatico/a del tuo gruppo?

Sono amico con tutti, ma il legame più forte è con Pietro Carnevali, ci alleniamo insieme fin da piccoli.

Sportivo preferito (atleta e non)?

Avrei detto Christian Coleman, ma vista la squalifica per doping lo escluderei. Sicuramente, guardando anche ai grandi del passato, Ayrton Senna.

Che sport praticheresti se non facessi atletica?

Difficile dirlo… forse nuoto, perché come nell’atletica mi piace il fatto che devi fare la tua parte ma hai anche una squadra.

Hai dei rituali pre-gara?

Una volta ero scaramantico, ora non più, punto a trattenere ansia e paura e a scaricarle con una playlist mista.

Un consiglio che vuoi dare ai prossimi Allievi Sacmi Avis, attuali cadetti.

Stringere i denti e andare avanti.

 

 

 

 

 

Intervista a Pietro Carnevali, staffettista ai Campionati Italiani Allievi nella 4×400

A causa della mononucleosi il lughese Pietro Carnevali ha dovuto abbandonare il mezzofondo e dedicarsi alle distanze più brevi; è diventato però una pedina importante nella 4×400 che ha fatto ottenere il bronzo ai CdS allievi.

Ciao Pietro! Complimenti per la tua stagione 2020. Ti aspettavi questo terzo posto ai Campionati Italiani di Società?

No, sapevo che avremmo potuto ottenere buoni risultati soprattutto dal settore lanci e da Riccardo Ghinassi, ma non mi sarei mai immaginato di arrivare al terzo posto finale.

Come consideri i tuoi risultati del 2020 invece?

A inizio stagione speravo di avere un’annata migliore, ma il lockdown ha compromesso tutta la preparazione estiva, che abbiamo dovuto reinventare: infatti soprattutto a maggio e giugno non ci siamo allenati per preparare le gare, ma per riprendere la condizione. Sono comunque contento per aver ottenuto il PB sui 400, 54’’57 a Rubiera.

I tuoi primi Campionati Italiani con la canotta dell’Atletica Imola sono stati però i Campionati Italiani Allievi Indoor, dove hai gareggiato nella 4×200 contribuendo al 17° posto finale. Com’è stato?

La gara non è andata benissimo, perché non avevamo preparato tanto i cambi: è stata comunque una bella esperienza e una grande emozione.

Cosa ti ha portato a scegliere la tua disciplina? Quali sono le tue distanze preferite?

Nel scegliere la velocità mi ha consigliato principalmente il mio allenatore, Claudio Visani. Da ragazzo gareggiavo nel mezzofondo (ho il record sociale dell’Icel Lugo sui 1000, 2’59’’78), ma poi ho avuto la mononucleosi, e da lì abbiamo deciso di passare gradualmente alla velocità.

Le mie specialità preferite sono i 200 e i 400, anche se ogni tanto provo qualche 100. Non so se debuttare sugli 800 perché la preparazione è molto diversa: vedremo…

Come si è allenato un velocista nel lockdown di marzo e aprile?

Abbiamo seguito per quanto possibile le indicazioni di Claudio; personalmente ho corso vicino a casa e fatto molti esercizi di potenziamento muscolare.

Quali pensi che siano le tue gare migliori e peggiori?

Una delle migliori è una di Ferrara nel 2019, sotto la pioggia, dove ho fatto il mio record personale sui 200 (23’’63, poi migliorato a 23’’57 indoor), e quelle a Imola, è sempre bello perché l’ambiente è familiare.

La peggiore è stata il mio primo 400 indoor, devastante! Non lo immaginavo così faticoso e ho chiuso in 56’’24.

Cosa ti piace di più del tuo allenatore, della tua disciplina e del tuo gruppo?

La cosa che mi piace di più è il fatto che siamo tutti amici e il gruppo non è spezzato; abbiamo inoltre buoni rapporti con i mezzofondisti, sempre seguiti da Claudio, quindi siamo un unico grande gruppo e c’è molta armonia.

Chi è il più simpatico del tuo gruppo?

Ho rapporti buoni con tutti, soprattutto con Alessandro Tognin, l’unico mio coetaneo, ma anche con Davide Bernabei e Gabriele Ravagli.

I tuoi allenamenti preferiti e più odiati?

Non mi piace fare forza, perché dopo mi sento sempre i muscoli rigidi. Mi piacciono molto invece gli allenamenti sui balzi e quelli di resistenza alla velocità, perché c’è sempre un po’ di sana competizione.

Qual è il tuo prossimo obiettivo?

Sicuramente i miei obiettivi per il 2021 sono migliorare i record personali su 400 e 200 e riuscire a correre i minimi per i Campionati Italiani Junior.

Chi è il tuo sportivo preferito?

Noah Lyles, il campione del mondo dei 200 metri.

Praticavi altri sport prima di fare atletica? Che sport praticheresti se non la facessi?

Sicuramente il rugby, l’ho praticato per 7 anni e ne sono tutt’ora appassionato. Ho smesso di praticarlo sia a causa della mononucleosi che perché era arrivato il momento di scegliere uno dei due per poter organizzare gli allenamenti nel modo più adatto.

Hai una canzone o una colonna sonora prima di un allenamento o una gara? Hai qualche rituale particolare?

Non ne ho una in particolare, ascolto canzoni cariche pop, trap e rock. Non sono però scaramantico.

Per concludere, un consiglio per i prossimi Allievi dell’Atletica Imola:

Se ci si allena tanto, bene e con passione si portano sempre a casa i risultati sognati e ci si diverte!

Intervista a Vittorio Ragazzini, martellista: concentrazione in ogni dettaglio

Vittorio Ragazzini, martellista al primo anno di categoria del gruppo di Strazzari, ci racconta il suo contributo al bronzo italiano. “Non è solo una questione di forza fisica ma soprattutto di allenamento tecnico. Concentrazione in ogni allenamento, in ogni dettaglio”.

Ciao Vittorio! Per cominciare, ti chiediamo subito un commento su questo 3° posto ai Campionati Italiani di società.

Non me l’aspettavo nemmeno io, come molti altri dei miei compagni di squadra. Dopo la decima posizione di Rieti ero già soddisfatto,, come risultato non era male. Mi ha stupito il lavoro dei mezzofondisti a Modena, che ci ha permesso di arrivare al podio.

E i tuoi risultati di quest’anno, te li aspettavi?

Sono stato sorpreso anche dei miei risultati, anche se comunque l’obiettivo era migliorarsi. I cambiamenti in itinere, vale a dire le restrizioni e le chiusure causate dall’epidemia, non ci hanno reso le cose facili.

Cosa ti ha portato a scegliere proprio il lancio del martello?

Dopo aver provato tutte le diverse discipline, inizialmente in realtà mi ero concentrato più sul disco, poi però a gennaio mi ero un po’ stancato e ho virato sul martello, che mi ha conquistato.

Essendo al primo anno di categoria, nella prossima stagione lancerò nuovamente con attrezzi dello stesso peso e questo sicuramente può essere un vantaggio e uno stimolo a migliorarsi. Anche se non escludo di provare anche altre specialità.

Cosa ti piace di più della disciplina?

Quel che mi affascina dei lanci sono gli aspetti più tecnici su cui lavorare. Non è solo una questione di forza fisica ma soprattutto di allenamento tecnico: non otterrai risultati soddisfacenti se non ti alleni, e con costanza. Ci vuole concentrazione in ogni allenamento, in ogni dettaglio. Nei lanci devi riprodurre la stessa cosa migliaia e migliaia di volte in allenamento per renderla automatica. Mi rendo conto che in gara a contare è soprattutto quel che ho automatizzato.

E il punto di forza del tuo allenatore e del tuo gruppo?

Il nostro allenatore, Maurizio Strazzari, ci ascolta molto: ci chiede spesso come stiamo andando e cosa ci sentiamo di fare. Questa attenzione aiuta a formare un gruppo omogeneo.

Allenarsi insieme è importantissimo, a parlare e scherzare si alleggerisce la fatica, siamo tutti molto uniti.

Il tuo allenamento preferito e quello più odiato.

I miei preferiti sono gli allenamenti in cui lanciamo di più, la mia antipatia invece va agli “ostacolini”.

Il/la più simpatico/a del tuo gruppo

Faglia (Andrea Fagliarone, ndr), il mentore del gruppo.

Sportivo preferito (atleta e non)?

Il mio idolo è il campione del mondo del martello, Pawel Fajdek, ma anche Giorgio Olivieri non scherza.

Sport che praticheresti se non facessi atletica?

Mi piacerebbe il Football americano. Oppure tornerei al judo, che ho praticato in passato, oltre al tennis.

La tua gara migliore e la peggiore.

Le due migliori sono stati i due Campionati italiani, in entrambe le occasioni dopo due nulli ho centrato il personale. La peggiore esperienza invece è stata andare a Boissano, in cerca del minimo che però in quella occasione non è arrivato.

Prossimo obiettivo?

Speriamo nei lanci outdoor. Lì vorrei provare con il peso, che in quell’occasione sarà quello della categoria superiore, da 6 kg, e puntare ai 50 metri.

Hai una canzone preferita o un rituale pre-gara?

Ascolto musica rap americana e cerco sempre di vestirmi uguale, nel modo più comodo possibile ovviamente!

Un consiglio che vuoi dare ai prossimi Allievi Sacmi Avis, attuali cadetti

Non legatevi al dito i risultati degli anni precedenti, anche se non vi sono piaciuti. Passando Allievi voltate pagina e sappiate che è importante essere costanti negli allenamenti. A me è servito tantissimo, all’inizio facevo fatica, ma la costanza e la voglia di fare, in ogni singolo allenamento, aiutano a migliorare. È la ragione per cui sono riuscito a fare la mia parte in questo bronzo italiano di società.