Intervista a Davide Lanconelli, PB nella gara più importante

Allora Davide, complimenti per la stagione! Parliamo di questo terzo posto ai Campionati Italiani di Società, te lo aspettavi?

No, per niente. Nemmeno il mio allenatore, Claudio (Visani, ndr), se lo aspettava a dir la verità ed è stato molto soddisfatto. Anche per il mio personale in un’occasione così importante.

I tuoi risultati di quest’anno sono stati coronati dal PB proprio in occasione dei Campionati Italiani.  

Speravo nel personale sui 3000, sapevo di valere meno del 9’10” però non mi aspettavo di battere il muro dei 9 minuti. Soprattutto dopo aver corso i 1500 il pomeriggio prima.

1500 o 3000?

Mi piacciono entrambe, ma a sensazione meglio sui 3000.

Cosa ti piace di più della disciplina, del tuo allenatore e del tuo gruppo?

Mi piacciono le gare lunghe perché ho il tempo di gustarmele, sofferenza annessa. Mi piace sfidare la distanza, è come un viaggio. Per quanto riguarda Claudio penso che i suoi punti di forza siano la regolarità, l’essere sempre disponibile e la determinazione e la passione che mette nell’allenarci. Il nostro è un buon gruppo, ci rispettiamo, ci vediamo tutti i giorni… Se non possiamo definirci come una famiglia siamo sicuramente amici stretti, il gruppo aiuta ad affrontare gli allenamenti.

Domanda difficile: il/la più simpatico/a del tuo gruppo.

Riccardo Ghinassi perché più degli altri “fa gruppo”, in più condividiamo gli stessi allenamenti.

L’allenamento preferito e quello più “odiato”.

Il più noioso per me è correre tanto quando c’è da fare scarico, cosa che richiede tanto tempo… Invece non ho un allenamento preferito, ma devo dire che quelli che mi piacciono di più sono i più duri anche se sono difficili: ho voglia di vedere come sto, li trovo stimolanti.

La tua gara migliore/peggiore.

Le gare migliori sono state il 3000 ai Campionati italiani a Modena, quest’anno e i Campionati italiani di Cross a Torino l’anno scorso, un risultato non aspettato. La peggiore il 1500 indoor.

Prossimo obiettivo?

Quest’anno io e Riccardo passeremo Junior. Ci stiamo orientando verso i 5000, ma vogliamo continuare a lavorare anche per i 3000 e migliorare anche sui 1500.

Sportivo preferito (atleta e non).

Pietro Mennea nell’atletica leggera, al di fuori di questo ambito Valentino Rossi e Alex Zanardi.

Sport che praticheresti se non facessi atletica.

Ciclismo, le mie origini vengono da lì.

C’è una canzone che ascolti prima di una gara?  

The Spectre di Alan Walker, mi aiuta a restare calmo.

Un consiglio che vuoi dare ai prossimi Allievi Sacmi Avis:

Impegnarsi. Il nostro terzo posto è la prova che “con la determinazione e la regolarità i risultati arrivano”, per citare Claudio. Anche se per arrivarci bisogna passare attraverso qualche gara “no”.

Interivista al giovane mezzofondista Mattia Turchi, migliore 800ista della sua annata in regione

Atleta al primo anno di categoria, Mattia Turchi si è ben comportato in tutte le occasioni importanti: ottavo ai Campionati Italiani Indoor, poi all’aperto 11° negli 800 e 17° nei 1500 per contribuire al terzo posto ai Campionati Italiani di Società, il tutto condito da primati personali di tutto rispetto (4’08’’00 e soprattutto 1’57’29), migliorati sempre nelle gare più importanti, indice di costanza nelle occasioni che contano, e due titoli regionali di categoria (800 e 4×400); scopriamo insieme questo giovane mezzofondista che ha già in mente alti obiettivi per la stagione 2021.

Commento sul terzo posto ai Campionati Italiani di Società?

Ho saputo della classifica (Campionati di Società rivoluzionati a causa dell’emergenza covid, solitamente i CdS si svolgono separatamente dai Campionati individuali, nda) durante i Campionati di Rieti, dove ci eravamo classificati provvisoriamente al decimo posto. Mi sono allenato duramente e ho dato il massimo anche nella seconda fase per portare in alto i colori della società, ma non mi sarei mai aspettato che arrivassimo a podio.

Ti aspettavi i risultati di quest’anno? E il terzo posto ai CdS?

Non mi sarei mai aspettato i risultati di quest’anno. Con il cambio di categoria, da Cadetto ad Allievo, ho trovato nuove distanze e nuovi avversari; ho concluso la stagione indoor con un 8° posto ai Campionati Italiani sugli 800 che non mi aspettavo e ho voluto alzare subito l’asticella, ma l’emergenza sanitaria ha condizionato la preparazione e non sono riuscito nel mio obiettivo principale, scendere sotto l’1’57’’ negli 800. Sono comunque molto soddisfatto dei risultati ottenuti ai Campionati Italiani.

Cosa ti ha portato a scegliere la tua disciplina?

In realtà non ho proprio scelto, ma sono stati i tecnici a indirizzarmi al mezzofondo, vedendo che ero più portato per questo tipo di specialità. Devo dire che hanno scelto bene!

Cosa ti piace di più del tuo allenatore, della tua disciplina e del tuo gruppo?

Le cose che mi piacciono di più sono l’ambiente e soprattutto il gruppo: il nostro allenatore, Vittorio Ercolani, è ovviamente un punto di riferimento per tutti, non si arrabbia mai e cerca sempre di stimolarti.

I tuoi allenamenti preferiti e più odiati?

I miei allenamenti preferiti sono quelli in pista, dai lattati alle ripetute medio lunghe. Quelli che più in assoluto odio sono il medio e le progressioni, che devo fare nella preparazione invernale: non li sopporto, non finiscono mai!

Quali pensi che siano le tue gare migliori e peggiori?

Credo che la mia migliore gara sia stata i Campionati Italiani di Rieti, perché ho fatto un buon tempo sugli 800 (1’57’’33 che rappresentava il primato personale, poi migliorato), e soprattutto perché ho capito che potevo fare molto meglio e spingermi oltre i miei limiti. La peggiore è stata invece quella dei Campionati Regionali di campestre del 2019: era l’ultima opportunità per entrare nella rappresentativa regionale che avrebbe partecipato ai Campionati Italiani di cross, ma la sprecai sbagliando il conto dei giri da percorrere: feci la volata al penultimo giro ed arrivai 14°. (I compagni di allenamento e il tecnico continuano a prenderlo in giro anche se è passato un anno e mezzo).

Qual è il tuo prossimo obiettivo?

Il mio obiettivo per il 2021 è arrivare a podio ai Campionati Italiani sugli 800, sia indoor che outdoor, e il record regionale indoor di Riccardo Gaddoni (1’56”50).

Il più simpatico del tuo gruppo?

All’interno del gruppo siamo tutti molto uniti, senza di loro non mi allenerei perché senza lo troverei noioso e non divertente. Quello fa un po’ più lo scemo è Riccardo Dall’Osso. Scherza in continuazione ed è quello che secondo me tiene unito di più il gruppo.

Chi è il tuo sportivo preferito?

Il mio sportivo preferito è Jakob Ingebrigtsen, per le sue prestazioni alla sua giovane età e perché è europeo.

Lo sport che praticheresti se non facessi atletica:

Se non facessi atletica non praticherei altri sport, andrei soltanto in palestra.

Hai una canzone o una colonna sonora prima di un allenamento o una gara?

Prima delle gare solitamente non ascolto musica, perché mi deconcentra; preferisco rimanere da solo, sia prima della gara che durante il riscaldamento

Il giorno della gara o il giorno prima hai un qualche “rituale” particolare? Com’è la tua routine il giorno di una gara?

Solitamente al mattino vado a correre per sciogliere le gambe; durante il giorno cerco di non stancarmi e a pranzo mangio in modo leggero. Una volta arrivato al campo, ho in testa soltanto la gara.

Un consiglio per i prossimi Allievi dell’Atletica Imola:

Il mio consiglio per i più piccoli è quello di continuare ad allenarsi divertendosi e stringendo nuove amicizie.

Intervista a Riccardo Ghinassi, recordman imolese allievi dei 1500

Costanti miglioramenti dalla pista al cross, dagli 800 ai 3000, ma è cominciato tutto partendo dalle gare su strada già da giovanissimo, con una grande propensione alla fatica: conosciamo meglio Riccardo Ghinassi, atleta di Claudio Visani che quest’anno ha stupito tutti battendo il record imolese allievi dei 1500 e contribuito a portare la squadra under 18 al terzo posto in Italia.

Ti aspettavi questo terzo posto ai Campionati Italiani di Società?

No, è stato un risultato totalmente inaspettato in questo anno strano e difficile anche dal punto di vista atletico.

I tuoi risultati di quest’anno invece?

Anche individualmente ho avuto risultati soddisfacenti e totalmente sopra alle aspettative, anche se purtroppo è mancata la ciliegina sulla torta: ai Campionati Italiani di Modena, dove ero il secondo iscritto sui 3000m, non mi sentivo al 100% e non ho concluso come speravo (16° con 8’54’’26, che è comunque la sua seconda prestazione di sempre).

Anche te sei diventato un recordman imolese allievi, battendo il 3’58’’19 di Bernardi: te lo aspettavi? Avevi messo il record nel mirino?

Assolutamente no! Dopo aver corso in 4’02” a Rubiera a luglio puntavo ad andare sotto al muro dei 4’, ma il record era comunque molto distante… non troppo, però, e ne sono molto contento: non pensavo assolutamente di poter correre in 3’57’’39.

Cosa ti ha portato a scegliere la tua disciplina?

Faccio atletica da relativamente poco, meno di tre anni; prima ho praticato il taekwondo per nove, ma mi aveva un po’ stancato. Poco prima di smettere ho cominciato a correre con mio babbo, facendo gare su strada abbastanza lunghe: una delle mie prime fu il Giro della Serra, una gara di 14km collinare a Castelbolognese che a 13 o 14 anni corsi subito a meno di 4’/km! Il nuovo sport mi ha appassionato subito e ho cominciato ad allenarmi con il gruppo di Claudio Visani.

Parlaci del gruppo di mezzofondo lughese: cosa ti piace di più del gruppo e del tuo allenatore?

Il gruppo è molto unito, oltre ad essere compagni di allenamento siamo soprattutto amici, e questo ci fa andare sempre al campo col sorriso. Il nostro allenatore ci ha dato tanto, se oggi riusciamo a fare certi risultati buona parte del merito è suo.

Chi è il più simpatico del tuo gruppo?

Faccio fatica a dirlo, ho un ottimo rapporto con tutti i ragazzi e le ragazze.

Il lockdown di marzo e aprile ha influenzato la tua preparazione?

Non tanto: ho la fortuna di avere un giardino abbastanza grande, per cui ho corso (poco!!) e soprattutto mi sono allenato molto sui rulli con la bici e fatto tanti esercizi di rafforzamento muscolare e core stability. Claudio ci mandava poi periodicamente tabelle con diversi esercizi.

Quali sono i tuoi allenamenti preferiti e più odiati?

I miei preferiti sono quelli basati sulle variazioni; non sopporto invece la corsa a moduli e il fondo medio, perché a livello mentale faccio fatica a mantenere un ritmo costante.

Quali pensi che siano le tue gare migliori e peggiori?

La migliore è stato sicuramente il 1500 a Imola, al Meeting d’Autunno: ero contentissimo per aver migliorato il record personale e il record imolese under 18. La peggiore è stata sicuramente il debutto stagionale del 2019, il 3000 a Copparo: corsi in 9’45’’ ma dagli esami del sangue successivi ho scoperto di avere grossi problemi di ferro, e da lì è cominciata la mia piccola rinascita.

Qual è il tuo prossimo obiettivo?

Nel 2021 voglio debuttare sui 5000m e avvicinarmi il più possibile al muro dei 15 minuti.

Chi è il tuo sportivo preferito?

Essendo molto appassionato di sport in generale faccio fatica a trovarne uno; per l’atletica sicuramente la famiglia Ingebrigtsen.

Che sport praticheresti se non facessi atletica?

Non saprei: sono indeciso tra il ciclismo (sono appassionato e seguo sempre il Giro d’Italia e il Tour de France) o il triathlon.

Hai una canzone o una colonna sonora prima di un allenamento o una gara?

No, preferisco chiacchierare e concentrarsi: se penso troppo alla gara mi agito.

Il giorno della gara o il giorno prima hai un qualche “rituale” particolare? Com’è la tua routine il giorno di una gara?

Non mi ritengo scaramantico e non ho rituali; il giorno della gara cerco di stare tranquillo, per non sprecare energie preziose.

Chi è Riccardo Ghinassi fuori dal campo?

Fuori dal campo sono un ragazzo normale: studio ragioneria a Lugo e nel tempo libero quando non studio esco con gli amici.

Un consiglio per i prossimi Allievi dell’Atletica Imola:

Consiglio ai giovani di allenarsi e credere nel raggiungimento dei propri obiettivi, perché con impegno e costanza niente è impossibile!

Intervista a Jacopo Maccarelli, sesto ai Campionati Italiani Allievi nel disco

Dal baseball al lancio del giavellotto, dal lancio del giavellotto al disco: è il percorso di Jacopo Maccarelli, altra punta di diamante del settore lanci imolese guidato da Maurizio Strazzari che ha trascinato la formazione Allievi al terzo posto ai Campionati di Società grazie al sesto posto individuale con il record personale di 44,98.

Ciao Jacopo prima di tutto complimenti per la stagione; ti aspettavi questi risultati, sia a livello individuale che di squadra? La tua preparazione ha risentito del lockdown?

Come squadra sinceramente no, anche perché eravamo pochi numericamente; abbiamo però portato a casa tutti degli ottimi risultati.

È stata un’ottima stagione anche a livello individuale perché abbiamo lavorato sodo in tutto il periodo, anche durante il lockdown di marzo e aprile. In primavera per rimanere in forma mi allenavo due ore al giorno tutti i giorni in casa, facendo esercizi di muscolazione coinvolgendo tutto il corpo; ho la fortuna di avere un grande terrazzo, quindi sono riuscito ad allenare anche la tecnica.

Cosa ti ha portato a scegliere il settore lanci e a optare per il disco?

Ho amici (tra cui Lorenzo Morara) che fanno o facevano atletica, anche in altri gruppi; inizialmente la mia specialità era il lancio del giavellotto, ma poi a causa di un infortunio non sono più riuscito a praticarlo: mi sono buttato sul disco e me ne sono innamorato.

Cosa ti piace di più del tuo allenatore, della tua disciplina e del tuo gruppo? E chi è il più simpatico?

Del mio allenatore, Maurizio Strazzari, ammiro la serietà e la competenza dato che era un martellista di ottimo livello. Il gruppo mi piace molto: ora è numeroso e siamo tutti molto uniti, anche se quando abbiamo cominciato eravamo in pochi. Il più simpatico è Andrea Fagliarone, il veterano del settore lanci.

I tuoi allenamenti preferiti e più odiati?

Non ne odio nessuno in particolare, ma preferisco quelli in palestra con i pesi.

Quali pensi che siano le tue gare migliori e peggiori?

La mia gara migliore è stato il campionato italiano di Rieti 2020, perché ho ottenuto un miglioramento consistente anche se il giorno della finale non mi sentivo particolarmente in forma e non mi sarei aspettato assolutamente di arrivare al sesto posto e lanciare 44,98m.

La peggiore è stata invece quella dei campionati italiani di Agropoli, nel 2019: sono arrivato quattordicesimo con 40,43 nonostante avessi lanciato 42,34 pochi giorni prima al Brixia Meeting.

Che aspettative e obiettivi hai per la stagione 2021?

Il mio obiettivo principale è confermarmi sulle mie misure con l’attrezzo degli juniores, da 1,75kg.

Chi è il tuo sportivo preferito?

È sicuramente il discobolo svedese Daniel Ståhl, perché ha una tecnica perfetta e i suoi risultati lo confermano (campione del mondo a Doha 2019, secondo a Londra 2017 e quarto atleta di sempre).

Che sport praticheresti se non facessi atletica?

Prima di cominciare atletica giocavo a baseball: probabilmente continuerei a praticarlo.

Cosa ti ha portato a lasciare il baseball per l’atletica?

La squadra si era, per così dire, sgretolata, e per questo volevo provare uno sport molto diverso.

Hai una canzone o una colonna sonora prima di un allenamento o una gara?

Una canzone in particolare no, ma ascolto spesso il rapper Mostro perché le sue canzoni mi caricano.

Ti consideri scaramantico? Hai qualche rituale particolare per il giorno di una gara?

Un po’! Anche io, come Morara, spesso uso gli stessi vestiti nelle gare.

Un consiglio per i prossimi Allievi dell’Atletica Imola:

Vorrei consigliare ai giovani di impegnarsi se sono veramente appassionati di una specialità, perché con la costanza si raggiungono sempre ottimi risultati; se invece si pensa che la disciplina non faccia per sé, forse non si dovrebbe neanche

Intervista a Marco Fabbroni, martellista colonna portante della squadra

Marco Fabbroni, dal calcio al martello passando per la velocità: un ex calciatore che grazie al trofeo Deggiovanni ha scoperto di avere i “piedi buoni”. Prima l’esperienza in rappresentativa sui 60 m (8”03) a un soffio dal record sociale, poi i campionati regionali fino al 7° posto italiano, il tutto facendo tre allenamenti col pallone, uno di velocità e uno di lanci. Poi la scelta di lasciare il calcio e dedicarsi all’atletica, portando avanti sia i lanci che le distanze brevi. Vi presentiamo uno dei pilastri della formazione Allievi che ha conquistato il bronzo ai Campionati Italiani di Società.

Marco, ti aspettavi questo 3° posto come società a livello nazionale?

Non avrei mai creduto, se ce l’avessero detto prima non ci avrei scommesso un euro.

Il tuo contributo, con i risultati e i punti del martello, sono stati determinanti. Come sei arrivato a scegliere questa disciplina?

Il martello è un mondo completamente diverso dalla pista, c’è sì la parte fisica ma soprattutto il pensiero.  Più mi concentro e più mi diverto.

Cosa ti piace di più della disciplina, del tuo allenatore, del tuo gruppo?

Per quanto riguarda l’allenatore, la cosa più bella è senz’altro il rapporto che si instaura. È molto diverso dal calcio… Nell’atletica è più personale, si può parlare e dialogare liberamente è un rapporto quasi di amicizia. Nel gruppo ogni momento è buono per prendersi in giro, si scherza e questo non fa pesare l’allenamento.

Domanda difficile: il/la più simpatico/a del tuo gruppo              

Tra i lanciatori il pesista Giovanni Cavolini. Tra i velocisti, Anna Venieri.

L’allenamento preferito e quello più “odiato”.

L’allenamento che mi piace di meno sono senz’altro le ripetute sui 200, quando mi alleno con i velocisti. Il più bello sono i lanci con l’attrezzo.

Chi è il tuo sportivo preferito?  

Alex Zanardi, per la sua forza d’animo.

Lo sport che praticheresti se non facessi atletica.

Il Rugby. È uno sport di velocità e quando giocavo a calcio mi chiamavano “il macellaio”.

 

Hai una canzone o una colonna sonora prima di un allenamento o una gara?

Two steps from hell, degli Heart of Courage

Un consiglio per i prossimi Allievi dell’Atletica Imola:                  

Non puntatevi degli obiettivi in termini di posizione. Pensate che volete fare una misura che sapete già di non riuscire a fare: questo per spronarvi a puntare all’impossibile.

Un commento sui tuoi risultati di quest’anno e uno sguardo all’anno prossimo…

Su questo aspetto sono leggermente deluso, il 58,33 di Imola è arrivato in un momento in cui in allenamento stavo con regolarità sopra i 60. L’obiettivo era il record regionale sopra i 64 m, lo ammetto.

Un obiettivo ben chiaro nel mirino, per il 2021.