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Troviamo poi gli atleti della seconda generazione, Ciprianim Galassi, Tampieri, Morsiani Mario e Marino, Casotti e in ultimo Mirri, Malmesi, Lincei, Cattabriga, Monferrini, Calderoni, Gollini fino a ieriu sempre in forma, e ancora Mongardi, il migliore atleta imolese di tutti i tempi che esprime con la sua perseverante attività, buona storia dell’atletica imolese, che si chiude per ora con il ciclo dei coetanei Pirazzini Ezio, Guerra, e con quelli dell’ultima leva Spagnoli, Pasini, Casekka, Folli Luigi, il fratello Giorgio, Monduzzi Luifi, Bettelli ecc.

Dal ’32 ad oggi, da vent’anni può dirsi in vita l’atletica a Imola. Dai primi passi dell’USI, alla Cogne anteguerra, all’intervallo della conflagrazione mondiale, dal risorgere nel ’46 sotto il nome di Nuova Virtus, al nuovo ritorno della maglia azzurra della Cogne (50-52), due anni questi che segnarono il periodo più brillante dell’atletica imolese e infine il passaggio nell’anno in corso al Cus Bologna, causa il mantenimento finanziario che lo stabilimento non ha più dato.

Dei tanti episodi, uno vale la pena di essere ricordato. Esso riguarda una sfida notturnatra un amatore del calcio e un amatore dell’atletica, sfida che vede perdente nei 1.500 l’atleta. E’ doppia mortificazione per quest’ultimo perché battuto sul terreno a lui più familiare.

E’ tutto umorismo o grottesco a seconda dei punti di vista, ma qualcuno allora pensa sul serio ridando vita all’assopita attività atletica. Nell’anno 1948 si ritorna alla pista con l’incontro studenti-lavoratori (punteggio 46-40) presente un pubblico di quasi 1.000 persone. Poi i lavoratori ottengono piena rivincita contro gli studenti (46-38) per la coppa intitolata alla memoria degli indimenticabili Tampieri e Cipriani.

L’entusiasmo, la volontà e qualche spicciolo permettono di partecipare ai Campionati Romagnoli a Forlì. Risultato 2° posto assoluto della società e 4 titoli individuali, bilancio più che confortante che chiude degnamente la stagione 1949.

Apre il nuovo anno il terzo incontro studenti-lavoratori, con l’aggiudicazione definitiva della coppa a questi ultimi (50-44).

Col nome di società Cogne si partecipa alla massima prova nazionale per società giungendo alle semifinali. Allo Stadio Comunale gli atleti prevalgono nel triangolare sulla Virtus Bologna e l’Atletica Ravenna col punteggio di 100-84-84.

Cedono gli azzurri agli aostani nello stesso stabilimento di Aosta (67-71) e offrono all’ormai affezionato pubblico un successo senza precedenti nei campionati romagnoli.

L’anno 1951 nin comincia bene ma finisce meglio; riperdita con la Cogne di Aosta nell’incontro di Imola (47-31), nuova ammissione alle semifinali del Torneo Nazionale per società, e due titoli tricolori, Spagnoli a Bari (giavellotto III serie in 48,66) e Mongardi a Perugia, nel decathlon II serie con punti 5.366.

Un altro magnifico risultato otteneva Mongardi agli assoluti di decathlon con punti 5.410, che è seguito al 3° posto della staffetta 4x400 a Bari.

Vince la Virtus Bologna a Imola, come del resto le compete il suo rango, ma la stagione si conclude con una smagliante affermazione dei locali nel pentagonale fra Cogne (p.54), Stella Azzurra Parma (46), Fratellanza Modena (37), Atletica Ravenna (35), Rappresentativa Bolognese (33) e con questo incontro cala la tela su ogni attività dell’atletica leggera a Imola."

Il lungo ma interessante articolo così prosegue:

Nella sua storia l’atletica leggera imolese ha avuto atleti degni di figurare in campo nazionale? A questa domanda è possibile rispondere senza peccare di campanilismo dicendo che mai nessun imolese raggiunse prestazioni di vasta eco nazionale, ma a qualcuno riuscì di inserirsi nel novero dei migliori italiani dell’anno in alcune specialità. Alludiamo per questo ai 10"9/10 di Martelli nei 100 e a Gaddoni 1’56" negli 800metri e ai titoli di Luigi Lincei (800 agli universitari) e a quelli di Gianni Spagnoli (giavellotto III serie) e di Mongardi , due volte (alto e decathlon II serie). E su quest’ultimo ci soffermiamo un attimo. Non solo per amicizia definiamo Mongardi un ottimo atleta che avrebbe potuto essere maggiore se le sue doti intrinseche, più che eccellenti, avessero avuto un’educazione fin dall’inizio ed una assistenza più durevole; il suo "curriculum-vitae" va dal 1938 ad oggi, attraverso la Cogne anteguerra, il passaggio alla Virtus Bologna, il ritorno alla Nuova Virtus, indi alla Cogne post-guerra, per terminare momentaneamente al CUS Bologna.

Lo troviamo ultimamente promosso I serie d’Italia, il che è un titolo abbastanza eloquente.

Ultima suoa grande prestazione ottenuta in questi giorni è la vittoria ai campionati italiani Assoluti di decathlon a Pisa che lo ha laureato l’atleta più completo d’Italia. Il suo nome figura più di ogni altro nel tabellone dei record imolesi: sugli ostacoli bassi e alti, nelle tre staffette, nel salto in alto, nel lancio del disco, mentre in altre specialità vanta prestazioni di poco inferiori a quelle degli attuali recordman.

Come suo risultato maggiore si ricorda 1,88 superati in allenamento che oggi ripetuti varrebbero la maglia azzurra. Nel salto in alto forse c’era la specialità più consona ai suoi mezzi, diciamo forse perché per ogni altra disciplina Mongardi ha sempre dimostrato naturali attitudini. Attualmente conta 29 anni, è quindi in piena maturità atletica ed i suoi risultati non è detto debbano fermarsi qui.

Niente da dire di Gianni Spagnoli, atleta forte che sembrava negato allo sport quando si presentò ad iniziarlo.

Permeato di una volontà superiore alla media, Spagnoli, già buon lanciatore, è riuscito a specializzarsi nel decathlon, quanti meno lo pensavano, risultando in tale specialità il secondo atleta più dotato in Imola.

Molte parole si potrebbero spendere per Galassi, il buon "Cacét", dalla forza superiore che se avesse trovato chi forgiarlo stilisticamente avrebbe raggiunto mete forse impensate.

Nell’atletica imolese troviamo l’epoca d’oro nel mezzofondo che ebbe in Astorri ed in Lincei due ottimi elementi ed in Malmesi ed in Cattabriga due buoni continuatori di tempi ragguardevoli.

Sempre alla ricerca dei primi uomini di ogni specialità e degli atleti più spiccati per le loro qualità, troviamo tra gli sprinters un Mario Mirri dalla muscolatura perfetta, coordinato nel correre pur non facendo spinta su uno stile ortodosso, che seppe ottenere buoni risultati nelle gare di velocità. Di lui si può dire l’uomo più veloce di Imola. Al contrario strutturalmente, longilineo puro, Dino Casella poteva e potrebbe ancora, messa da parte la bulia del carattere, divenire ottimo atleta della velocità prolungata, toccando il limite di poco superiore ai 50" nei 400 metri e ai 2’00" negli 800 metri.

Fra tanti altri atleti ricorderemo lo stile elegante naturale del quattrocentista Cipriani, la spallata di Roncassaglia, la metodicità dell’esile Morsiani, la sorprendente robustezza e gli imprevisti risultati di Pirazzini e il mangia chilometri Gollini che nella sua carriera ottenne il 3° posto ai Campionati Italiani sui 5.000 metri."

Si rinvia alla parte statistica per i record imolesi fino al 1952.

Ci pare di assoluto interesse riportare i risultati completi ottenuti da Celso Mongardi a Pisa nel corso dei Campionati Italiani Assoluti di decathlon da lui vinti:

metri 100 in 11"7

metri 400 in 53"6

metri 110 ostacoli in 17"3

metri 1.500 in 5’12"

giavellotto 44 metri

alto 1,75

lungo 5,95

asta 3,10

disco 32,80

peso 11,80

totale punti 5.711

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