Categoria: Interviste

Riccardo Ghinassi al Trofeo Opitergium con la Maglia Azzurra: “Un’emozione inaspettata, ora punto agli Eurocross e al record junior di Cavini”

Sabato 4 settembre si è svolta a Oderzo (TV) la European Road Race Under 20 – Trofeo Opitergium, gara di 10km per le rappresentative nazionali di diversi Paesi europei. Il vicedirettore del settore tecnico giovanile Antonio Andreozzi ha convocato, tra gli altri, il nostro atleta Riccardo Ghinassi alla luce degli ottimi risultati ottenuti quest’anno nei 5000 e nella corsa campestre; “Ghina” ha chiuso al 17° posto in 33’01”  alla prima esperienza a livello internazionale.

Ciao Riccardo, complimenti per la convocazione e il tuo risultato! Te l’aspettavi?

Assolutamente no! Anzi, quando mi hanno chiamato non sapevo neanche molto bene che gara fosse in particolare: visto che era così inaspettata la notizia della convocazione è stata anche più bella.

Come si è svolta la gara? Che sensazioni hai avuto?

La partenza è stata abbastanza veloce, insieme ai compagni di Nazionale abbiamo subito cercato entrare nel gruppo di testa; una volta staccati abbiamo corso da squadra cercando di darci una mano nei momenti di difficoltà e cercare di chiudere più forte possibile. È stata abbastanza impegnativa perché il percorso era composto in gran parte da ciottolato, con salite, discese e curve molto secche, quindi penso di valere molto meno del tempo finale di 33’01’’. Spero di dimostrarlo ai Campionati Italiani di 10km a Forlì, dove spero di fare meno di 32’30’’.

Questa gara, e i risultati di questa stagione, ti hanno catapultato in una nuova “dimensione” e reso competitivo anche a livello nazionale:

Sì! Sono molto soddisfatto soprattutto dei 5000 e del primato personale fatto a Trento nonostante le condizioni non fossero favorevoli a causa della pioggia. L’anno prossimo migliorare, e punto al record imolese junior dei 5000 (14’36’’2 del presidente Massimo Cavini), e voglio provare a qualificarmi per i Campionati Europei di cross che si terranno a Dublino a dicembre. Inizierò a breve la preparazione, correrò molti chilometri.

Quest’anno, a partire dai Campionati Regionali di cross fino alla gara di sabato scorso, ti sei mostrato competitivo in tutte le superfici:

Ho iniziato la stagione 2021 preparando i Campionati Italiani Indoor, dove pensavo di poter arrivare a podio ma non sono andato bene; il giorno successivo ho partecipato ai CdS regionali di cross arrivando secondo e da quella gara la mia condizione è stata in crescendo fino ai Campionati Italiani, dove abbiamo vinto l’argento nella staffetta e sono arrivato nono nella prova individuale. Nonostante poi non sia andato bene ai campionati italiani outdoor a Grosseto ho corso due 5000, dove ho corso rispettivamente 14’59’’33 e 14’50’’59. Dai risultati dei cross e dei 5000 è arrivata questa convocazione che mi ha dato molta carica per i prossimi mesi.

Nel 2020 hai corso anche gli 800, quest’anno 5000 e 10km su strada: qual è la tua distanza preferita, e dove pensi di poter avere risultati ancora migliori?

Sicuramente nelle gare più lunghe, 5000, cross e gare su strada: infatti l’anno prossimo non preparerò le gare indoor ma farò una preparazione invernale focalizzata sui cross e inserendo qualche gara su strada, dai 10km alla mezza maratona; la prossima estate voglio poi migliorare sui 3000 e sui 5000.

Quali saranno le tue prossime gare?

Con la società dobbiamo ancora valutare se partecipare alla finale nazionale dei CdS Assoluti su pista del 18-19 settembre, dove sarò a disposizione per correre i 5000. Correrò inoltre i 5000 a Imola il 6 ottobre per un primo tentativo del record imolese junior, poi forse parteciperò a qualche gara su strada come i campionati di 10km, la Tre Monti o una mezza maratona, da prendere come allenamento.

Le emozioni dei debuttanti alla vigilia dei Campionati Italiani Juniores e Promesse

Da venerdì 11 a domenica 13 giugno si svolgeranno a Grosseto i Campionati Italiani Juniores e Promesse, ai quali parteciperanno anche due atleti imolesi al debutto in un campionato nazionale nelle gare individuali, che in questa prima parte di stagione hanno conseguito enormi miglioramenti: Riccardo Dall’Osso (3000 siepi Promesse) e Valentina Bonetti (200 metri e staffetta 4×100 Juniores).  Scopriamo insieme le loro emozioni e i segreti dei loro successi! Continua a leggere

Intervista agli staffettisti argento ai Campionati Italiani di cross

Medaglia d’argento per la staffetta dell’Atletica Imola Sacmi Avis ai Campionati Italiani Assoluti di Cross, andati in scena nella suggestiva cornice del parco di Villa Montalvo a Campi Bisenzio (FI) sabato 13 marzo. Il racconto della gara direttamente dalle voci dei quattro protagonisti che si sono dati il cambio sul percorso da 2 chilometri: Mattia Turchi (allievo), Riccardo Ghinassi (junior), Riccardo Gaddoni (promessa) e Luis Ricciardi (senior).

 

Vi aspettavate la medaglia / ci speravate?

Mattia Turchi: Sì, fin dall’inizio guardando gli iscritti abbiamo visto che potevamo arrivare a podio.

Riccardo Ghinassi: Sapevamo di essere una buona squadra e di avere concrete possibilità di medaglia; tuttavia non conoscevamo bene i nostri avversari e ogni gara può presentare diverse insidie… Così non è stato, siamo riusciti a portare a casa un’ottima medaglia d’argento nella quale tutti abbiamo creduto e sperato.

Riccardo Gaddoni: Mi aspettavo la medaglia, anche se non conoscevo tutti gli atleti delle altre squadre sapevo che avremmo avuto una staffetta da podio. Speravo nell’oro ma la formazione di Vertova aveva in gara Parolini che ha meno di 14′ sui 5000 e non era battibile.

Luis Ricciardi: Sinceramente no. Un buon piazzamento sì, ma si tratta di un campionato italiano di cross, anche se la distanza dei 2 km si addice alle caratteristiche di tutti e quattro.

 

Raccontaci com’è andata questa staffetta… sotto l’aspetto “tecnico” della tua frazione e sotto quello “di squadra” della staffetta con i tuoi compagni.

Mattia: Secondo me è andata molto bene: dal mio punto di vista ho fatto il meglio che potevo, considerando che i cross non sono la mia disciplina sono riuscito a piazzarmi quinto nella mia frazione. Credo che siamo davvero una bella squadra.

Riccardo Ghinassi: La mia frazione la ritengo molto buona, sono riuscito ad esprimere il meglio di me recuperando e superando, nella parte finale, gli avversari, fino a portarmi al comando della gara. Nell’ultima frazione correva Luis e ci giocavamo il podio, sono stati molti belli i momenti che hanno preceduto il suo arrivo al traguardo: Turchi, Gaddoni e io abbiamo atteso ansiosamente e incitato il nostro compagno fino al suo arrivo, dove lo abbiamo accolto super felici per l’esito della gara.

Riccardo Gaddoni: Riguardo all’aspetto tecnico sono abbastanza soddisfatto della mia frazione: non sono un crossista e non volevo partire forte per evitare di scoppiare, forse ho osato un po’ troppo all’inizio cercando di stare con l’atleta di Savona che mi aveva superato in partenza, ma dopo aver perso la posizione e qualche secondo nella parte centrale del percorso (quella con le salite) credo che il gap sia rimasto abbastanza costante e ho chiuso abbastanza forte.

Luis: La staffetta è andata benissimo, penso che meglio di così non potessimo fare. Già dal riscaldamento ho capito che potevamo fare una grande gara, c’era concentrazione e questo probabilmente ha fatto la differenza in gara. Vedere Gaddo terzo mi ha dato la carica per raggiungere il secondo posto, ho iniziato a tirare dall’inizio e ho retto fino alla fine.

 

Se dovessi descrivere questi campionati italiani con una sola parola?

Mattia: Sborata!

Riccardo Ghinassi: Suggestivi.

Riccardo Gaddoni: Il punto di forza della squadra è stata la consistenza e credo sia la parola che rappresenta meglio i campionati, perché non avevamo atleti di punta ma un livello generale medio-alto (4’08 Turchi, 3’57 Ghinassi, 3’52 io e Luis).

Luis: Luce. In un periodo così buio, questa staffetta ci ha dato qualcosa che ci servirà nell’outdoor.

 

Adesso, come procederai con la tua preparazione? Come e dove ti stai allenando?

Mattia: Aumenteremo il chilometraggio per arrivare a una buona base aerobica, per 1500 e 800 e magari, chissà, forse tornare sulle siepi. Il mio obiettivo è ovviamente arrivare nei primi tre nella specialità che meglio mi rappresenta.

Riccardo Ghinassi: Adesso è tempo di preparare la stagione outdoor, procederò allenandomi con grinta e determinazione per migliorarmi. Mi sto allenando da solo a casa, nel mio Comune, già dal 25 febbraio a fronte delle restrizioni imposte dalla pandemia… spero, presto, di poter tornare in pista a Lugo per prepararmi al meglio.

Riccardo Gaddoni: In questa fase della stagione cercherò di allungare un po’ le distanze, macinando chilometri nei dintorni di casa e se possibile al campo. Il mio prossimo obiettivo è un test non ufficiale sui 10km, mentre per le gare in pista gli obiettivi della stagione sono 3’50 sui 1500 e 15′ sui 5000.

Luis: Ho intenzione di spaziare da 800-1500 fino al 5000. Questo argento ci è servito di stimolo, ci può aiutare per l’outdoor, come gruppo ci ha dato tanto. C’è un bel gruppetto, anche con Dall’Osso, ci stimoliamo a vicenda. Se troviamo la sintonia giusta riusciremo a dare ancora tanto.

 

SEGUICI SUI NOSTRI CANALI SOCIAL: FACEBOOK e INSTAGRAM

 

Intervista a Simone Ronzoni, argento agli italiani di prove multiple indoor promesse

Ciao Simone, complimenti per questa medaglia! Te l’aspettavi?

Grazie! Non me l’aspettavo tanto perché è stato un inverno così così: ho alcuni problemi al ginocchio (un’infiammazione a un tendine) da maggio scorso e per questo sono stato in difficoltà soprattutto nel salto in alto e nel lungo; ho avuto alcuni problemi anche negli ostacoli, anche se fortunatamente li abbiamo risolti prima degli assoluti, dove ho fatto il personale. Sono andato sempre abbastanza bene invece nell’asta, dove ho fatto il PB due volte, e nei 60.

Ricordiamo ai nostri lettori che te fai parte del gruppo TFAcademy, guidato da Andrea Calandrina. Com’è organizzato il vostro gruppo? Cosa ti piace di più?

Il nostro gruppo si allena a Legnano. Ci alleniamo solitamente insieme, in base agli impegni di ognuno, mentre per l’università o, per alcuni, il lavoro ci organizziamo indipendentemente. Mi piace molto allenarmi con loro perché è un gruppo di alto livello ed è molto stimolante.

Cosa ti ha portato a scegliere l’atletica e le prove multiple?

Ho iniziato a fare atletica alla fine delle scuole elementari, quando ho lasciato il basket perché mi piaceva correre. Con la mia prima società, l’Olimpia Bergamo, ho sempre fatto tutte (TUTTE!) le gare tranne marcia, martello e siepi. Già da piccolo partecipavo alle gare di prove multiple giovanili (triathlon esordienti, pentathlon ragazzi,…). Da allievo ho fatto il mio primo decathlon ed è andato molto bene, da lì non ho più lasciato le multiple.

E invece cosa ti ha portato a scegliere la nostra squadra?

Quando ero tesserato per Bergamo avevo bisogno di un supporto maggiore per partecipare alle tante gare che un decatleta fa nel corso della stagione; tramite Andrea Calandrina e Michele Brini sono entrato in contatto con l’Atletica Imola, e mi ispirava l’idea di contribuire a creare una squadra molto forte anche nelle prove multiple.

Cosa ti piace di più della tua disciplina?

Mi piacciono molto le prove multiple perché non ci si annoia mai, ogni allenamento è diverso e durante le gare può succedere di tutto. Mi piace molto il fatto che ci si alleni tanto per partecipare a gare che durano tanto e una volta terminate danno grande soddisfazione (oltre alla fatica!).

Qual è la tua disciplina preferita?

In gara è sicuramente il salto in lungo, dove ho un personale di 7,05 metri. Mi piace molto anche il salto con l’asta, che ho recentemente portato a 4,30m.

E in allenamento invece? Ci sono allenamenti che preferisci e altri che non sopporti?

I miei allenamenti preferiti sono quelli di salto con l’asta, li considero i più divertenti perché sono gli unici che non facciamo in modalità ridotta, ma mi piace molto anche fare gli allenamenti di corsa. Non sopporto invece quelli di getto del peso, è la disciplina che tra le 10 proprio non sopporto.

Quali pensi siano state le tue gare migliori e peggiori?

La peggiore è sicuramente quella dei Campionati Assoluti Indoor 2021, a causa dei tre nulli alla misura d’ingresso nel salto in alto. Per la migliore sono indeciso tra i Campionati Italiani Promesse di Grosseto 2020 (dove ho fatto il primato personale, è stata una gara molto combattuta, la mia prima medaglia ai campionati italiani e con una rimontona alla fine grazie a tutti gli allenamenti sulla resistenza che hanno dato i loro risultati proprio nella gara più importante) o i miei primi campionati italiani da cadetto, sono stati molto emozionanti.

Qual è il tuo prossimo obiettivo?

Uno solo: superare i 7000 punti nel decathlon, ci proveremo probabilmente il 15 e 16 maggio a Firenze.

Chi è il tuo sportivo preferito?

Bella domanda! Nell’atletica non ce n’è uno che preferisco particolarmente (a parte Michele Brini!!). Al di fuori sono molto fan del giocatore di NBA Russel Westbrook.

Che sport praticheresti se non facessi atletica?

Probabilmente basket perché oltre ad essere l’unico che ho praticato oltre all’atletica mi piace molto sia da giocare che da vedere.

Chi è e cosa fa Simone Ronzoni fuori dalla pista e dalle pedane?

Frequento Ingegneria informatica al Politecnico di Milano. Le mie giornate sono moto abitudinarie e si dividono tra (video)lezioni, allenamenti, studio e quando si può vado a casa di Michele a giocare alla Play. Ogni tanto torno a Bergamo, dai miei genitori e dai miei amici, ma in questo periodo è molto difficile e succede raramente.

Hai qualche scaramanzia o routine pre-gara?

Non sono particolarmente scaramantico. Nel lungo e nell’asta uso sempre calzini bianchi alti (nelle altre gare uso i fantasmini) ma non è per scaramanzia, è per stile!!

Hai qualche consiglio da dare ai più giovani?

Consiglio di non aver paura ad inseguire i propri sogni, l’importante è provarci e divertirsi. Non bisogna fare qualcosa per cui ci si sente obbligati, ma impegnarsi per le cose che interessano veramente.

Grazie Simone per la disponibilità, e in bocca al lupo per la stagione outdoor!

 

SEGUICI SUI NOSTRI CANALI SOCIAL: Instagram e Facebook

 

Marta Morara, l’oro Under 23 dell’alto verso gli Assoluti e gli appuntamenti europei

Quinto titolo italiano per Marta Morara, capace di centrare al Palaindoor di Ancona l’oro nel salto in alto Promesse. «L’obiettivo dell’inverno era proprio quella gara- spiega Gabriele Obino, tecnico della stella dell’Atletica Lugo, -Marta ha reso al meglio, vincendo e facendo il personale.

Marta Morara – foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Non possiamo che essere estremamente contenti. Per capire quanto si è letteralmente alzata l’asticella basta pensare che nel 2020 la stessa gara era stata vinta con 1.76, mentre quest’anno sono state quattro le ragazze a superare l’1.80. Sapevo che queste misure fossero nelle corde di Marta, assieme avevamo fatto delle previsioni che poi si sono rivelate verosimili: pensavamo che potessero essere addirittura tre le ragazze a rimanere in gioco fino all’1.85, ma personalmente ero convinto che Marta fosse l’unica in grado di superarlo e così è stato». Le premesse, a dispetto del risultato finale, non sembravano particolarmente positive. «La gara è stata molto bella ma altrettanto difficile. Marta non è partita bene perché non si sentiva al meglio e accusava addirittura una diffusa debolezza: strano a dirsi visto che parliamo di un animale da gara capace, durante la competizione, di tirare fuori anche quello che non ha. Man mano che tutto ha cominciato a funzionare, fortunatamente, è venuto fuori l’animale che è in lei ed è andata sempre meglio, fino alla vittoria con tanto di personale». Intanto è già tempo di Campionati Italiani assoluti indoor, che andranno in scena – ancora una volta ad Ancona – questo weekend. «Avremmo anche potuto puntare tutto sui Campionati Italiani di categoria, siamo già soddisfatti, ma affronteremo anche gli assoluti. Questa gara potrebbe rappresentare un’ulteriore ciliegina sulla torta, ma sono serenissimo: ne ho parlato proprio in questi giorni con Marta. Si tratta di un appuntamento programmato da tempo e voglio la solita grinta, può venir fuori un bel risultato ma francamente sarò tranquillissimo qualunque sia l’esito, vada come vada. Sulla carta, con Alessia Trost e Elena Vallortigara assolutamente irraggiungibili, Marta può essere la terza del lotto, anche se non va certo sottovalutata una concorrenza di altissimo livello; basta pensare alla presenza delle due atlete delle Fiamme Oro Desirée Rossit ed Erika Furlani, con quest’ultima in grado di saltare 1.94 meno di un anno fa. Ad ogni modo, allo stato attuale, Marta secondo me può essere in grado di tenere a bada le rivali per il bronzo, ma non è questo che mi interessa. Cercheremo di tirare fuori il meglio ma prestando grande attenzione agli acciacchi, perché gli Italiani di categoria hanno lasciato un piccolo postumo: Marta si è leggermente incassata il piede di stacco e personalmente ho addirittura pensato che forse sarebbe stato opportuno non gareggiare agli assoluti, ma le recenti prove che abbiamo fatto sono incoraggianti. Ora come ora c’è solo un po’ di fastidio, nulla di più, e anche il fisioterapista è concorde sulla possibilità di continuare a lavorare: saremo in pedana anche questo weekend, ma se nel corso della gara dovesse esserci qualche problema per me non sarebbe un dramma optare per il ritiro. Dopo questo appuntamento ci sarà una decina di giorni di riposo assoluto, per poi ripartire in vista degli obiettivi estivi, che sono molto ambiziosi». Il calendario outdoor, infatti, è più che mai ricco di appuntamenti di grandissima importanza: «A giugno ci saranno i Campionati del Mediterraneo under 23 in Spagna, ma il non plus ultra saranno gli Europei under 23 di Bergen, in Norvegia, per i quali Marta ha già il minimo. Qui parteciperanno alcune ragazze capaci di superare i 2 metri, siamo consapevoli di quanto il livello sia alto. Marta ha già fatto l’esperienza degli Europei da allieva, saltando quelli juniores solo per problemi fisici: questi sono gli ultimi Europei di categoria che potremo affrontare, perché poi si passerà agli assoluti. Per partecipare ai Campionati Europei assoluti bisognerebbe rientrare nel top della crema, ma mai dire mai: siamo andati avanti a piccoli passi e Marta è stata brava a stringere i denti quando doveva, e un po’ alla volta si sta riprendendo quello che aveva perso per colpa della sfortuna. Se non fosse stata ferma un anno e mezzo avrebbe potuto migliorare ben di più di 8 centimetri rispetto all’1.78 centrato da allieva. Sono sincero, qualche anno fa ero sicurissimo che avremmo potuto superare l’1.80, ma non pensavo che potessimo ambire con questa facilità alla decina successiva: sono felice che le mie atlete siano capaci di smentirmi».