Categoria: Assoluti

Indoor: stagione 2021 nel vivo e molti primati personali

Con i meeting nazionali di sabato 23 e domenica 24 gennaio gli atleti della nostra società stanno migliorando il loro stato di forma, finalizzando la preparazione in vista dei Campionati Italiani.

Nelle gare di Ancona il risultato migliore proviene dai 1500: Riccardo Ghinassi, junior al primo anno di categoria e già detentore del record imolese allievi sul miglio metrico, mostra un’ottima condizione e approfitta di una serie molto veloce per correre in 4’00’’79, suo secondo tempo di sempre e record personale indoor (precedente 4’01’’61, fatto segnare solo una settimana fa sempre ad Ancona). Con questo risultato consolida la sua seconda posizione nel ranking 2021 della specialità per gli under 20: per partecipare ai campionati italiani, secondo il nuovo regolamento, deve rientrare nei primi 6 atleti della sua categoria entro lunedì 1 febbraio. Nella stessa distanza discreta prestazione di Ismail Grirane, che torna in pista dopo diversi problemi con un 4’16’’09. Lorenzo Landi corre 4’27’’22, mentre alcuni problemi muscolari costringono Nicola Baldisserri al ritiro.

L’arrivo della finale dei 60m con Denis Libofsha (foto Carloni/FIDAL Marche)

Altra ottima prestazione nei 60 piani: Denis Libofsha, dopo aver pareggiato il suo miglior tempo una settimana fa, lo migliora di tre centesimi correndo in 6’’90 e vincendo la finale B, dopo aver fatto segnare 6’’97 in batteria. Questo tempo lo colloca momentaneamente al settimo posto nella graduatoria nazionale di categoria. Ottimo risultato del quattrocentista Davide Bernabei, che correndo in 7’’24 fa segnare il suo secondo miglior tempo di sempre. Soddisfatti anche Andrea Mazzanti, che al rientro dopo uno stop forzato di diverse settimane migliora di un decimo rispetto al meeting di Modena della settimana scorsa (7’’26), e Matteo Rosadi, al PB in 7’’55, mentre Francesco Cavina corre in 7’’42. Continua a leggere

Al via il 2021. Personali per Ghinassi e Ronzoni

 

Si apre con i personali di Riccardo Ghinassi e Simone Ronzoni il 2021 della Sacmi Avis. Il weekend del 16 e 17 gennaio ha visto impegnati gli atleti imolesi ad Ancona e a Modena.

Riccardo Ghinassi, new entry della categoria Junior, al Palaindoor di Ancona corre i 1500 metri in 4’01”61, record personale al coperto e suo secondo miglior tempo dopo il primato sociale Allievi ottenuto lo scorso ottobre. Personale indoor anche per l’allievo Mattia Turchi sugli 800 (2’00”58) e buona prova sulla stessa distanza di Jacopo Torri (2’09”25 a mezzo secondo dal personale). Denis Libofsha (Promesse) nella finale dei 60 piani eguaglia il proprio PB di 6”93.

Riccardo Ghinassi (foto Passerini/Atl-Eticamente Foto)

 

Oltre ai miglioramenti cronometrici, da Ancona arrivano anche due i primi posti a opera delle Promesse dell’Icel: Marta Morara, bronzo ai Campionati Italiani Assoluti lo scorso anno, nel salto in alto sfiora l’1,81 e supera la modenese Nicole Romani, Valentina Bianchi sui 60 piani si migliora in finale con 8”61. Bronzo per Luigi Provenzano nei 60 hs categoria Allievi.

Simone Ronzoni

Simone Ronzoni nel salto con l’asta a Modena (16 gennaio 2021)

Nel mezzofondo, Lovepreet Rai debutta nelle categorie assolute con una buona prova sugli 800 (2’27”90). Il difficile periodo di restrizioni non impedisce alla Master45 Nadiya Chubak di gareggiare sulla stessa distanza (2’36” per lei). Nel salto con l’asta, Eleonora Rossi torna a riconquistare la misura di 3,30.

Sul fronte di Modena erano invece impegnati i decatleti, autori nel 2020, per il secondo anno consecutivo, del primo posto in Italia nei Campionati di Società delle prove multiple. Due i record personali per Simone Ronzoni: un ottimo 4,20 metri nel salto con l’asta e 7”43 sui 60 piani. Nelle stesse specialità, a cui si devono aggiungere i 60 hs, è in gara anche Alberto Brini, che proprio sugli ostacoli chiude al 3° posto. In gara nei 60 piani sulla pista emiliana anche il capitano Andrea Mazzanti, che dopo un periodo di stop forzato ferma il cronometro a 7”36.

Intervista ad Alessandro Tognin, staffettista ai Campionati Italiani Allievi nella 4×400

“Mi piace la sensazione di velocità che crei con il tuo corpo, sentire la velocità sulla pelle”. Ecco Alessandro Tognin, quattrocentista che ha contribuito alla staffetta degli Allievi 3^i in Italia.

Ciao Alessandro, come commenti questo 3° posto ai Campionati Italiani di Società?

Come gli altri non me l’aspettavo. Non conoscevo bene gli altri componenti della squadra, in occasione di questi Campionati ho scoperto nuovi compagni, soprattutto nel settore del mezzofondo e dei lanci, veramente forti! A Lugo conosco praticamente tutti, ma con gli imolesi ci incontriamo solo alle gare e in occasione della staffetta 4×400 ci siamo conosciuti meglio.

Per quanto riguarda i tuoi risultati di quest’anno, com’è andata?

È stato difficile dopo lo stop del lockdown, è stato strano allenarsi al di fuori del campo, senza gli altri. Purtroppo non sono riuscito a migliorarmi. Con Claudio, il mio allenatore, abbiamo deciso di continuare a lavorare per la staffetta 4×400.

La tua gara migliore e la peggiore?

La migliore è stata lo scorso anno a Modena, con quel 52”30 che è ancora il mio personale. La peggiore che ricordi invece è il mio primo 400 in assoluto, corso indoor, è stata un’esperienza traumatica perché con tutta quella fatica mi aspettavo un tempo migliore.

Cosa ti ha portato a scegliere come specialità proprio il giro della morte?

Vengo dal mezzofondo, da piccolo ero bravino ma non mi piaceva, non ci trovavo la passione. Da cadetto ho provato i 300 e così passando allievo sono arrivato ai 400.

Prossimo obiettivo?

I 400 sono l’unica gara che ho in testa. Voglio tentare il minimo ma soprattutto migliorarmi, andare oltre i miei limiti.

Cosa ti piace di più della disciplina, del tuo allenatore e del tuo gruppo?

Quelle che corro io sono distanze in cui riesci a provare una sensazione di velocità che crei con il tuo corpo, dove senti la velocità sulla pelle.

Per quanto riguarda Claudio penso che il suo punto di forza sia il fatto che è sempre molto disponibile e comprensivo, può sembrare buono ma dentro è determinato e “cattivo”, nel senso che riesce a tirare fuori il meglio dai suoi atleti.

Il bello del nostro gruppo – mi alleno con Pietro Carnevali, Davide Bernabei, Pietro Ravagli e gli altri – è che siamo uniti e giocherelloni.

Allenamento preferito e allenamento più odiato?

Mi piacciono le prove un po’ più lunghe, dai 300 ai 500, quindi variazioni e scalette, ma detesto la resistenza alla velocità, gli allenamenti di velocità pura e tecnica…

Il/la più simpatico/a del tuo gruppo?

Sono amico con tutti, ma il legame più forte è con Pietro Carnevali, ci alleniamo insieme fin da piccoli.

Sportivo preferito (atleta e non)?

Avrei detto Christian Coleman, ma vista la squalifica per doping lo escluderei. Sicuramente, guardando anche ai grandi del passato, Ayrton Senna.

Che sport praticheresti se non facessi atletica?

Difficile dirlo… forse nuoto, perché come nell’atletica mi piace il fatto che devi fare la tua parte ma hai anche una squadra.

Hai dei rituali pre-gara?

Una volta ero scaramantico, ora non più, punto a trattenere ansia e paura e a scaricarle con una playlist mista.

Un consiglio che vuoi dare ai prossimi Allievi Sacmi Avis, attuali cadetti.

Stringere i denti e andare avanti.

 

 

 

 

 

Intervista a Vittorio Ragazzini, martellista: concentrazione in ogni dettaglio

Vittorio Ragazzini, martellista al primo anno di categoria del gruppo di Strazzari, ci racconta il suo contributo al bronzo italiano. “Non è solo una questione di forza fisica ma soprattutto di allenamento tecnico. Concentrazione in ogni allenamento, in ogni dettaglio”.

Ciao Vittorio! Per cominciare, ti chiediamo subito un commento su questo 3° posto ai Campionati Italiani di società.

Non me l’aspettavo nemmeno io, come molti altri dei miei compagni di squadra. Dopo la decima posizione di Rieti ero già soddisfatto,, come risultato non era male. Mi ha stupito il lavoro dei mezzofondisti a Modena, che ci ha permesso di arrivare al podio.

E i tuoi risultati di quest’anno, te li aspettavi?

Sono stato sorpreso anche dei miei risultati, anche se comunque l’obiettivo era migliorarsi. I cambiamenti in itinere, vale a dire le restrizioni e le chiusure causate dall’epidemia, non ci hanno reso le cose facili.

Cosa ti ha portato a scegliere proprio il lancio del martello?

Dopo aver provato tutte le diverse discipline, inizialmente in realtà mi ero concentrato più sul disco, poi però a gennaio mi ero un po’ stancato e ho virato sul martello, che mi ha conquistato.

Essendo al primo anno di categoria, nella prossima stagione lancerò nuovamente con attrezzi dello stesso peso e questo sicuramente può essere un vantaggio e uno stimolo a migliorarsi. Anche se non escludo di provare anche altre specialità.

Cosa ti piace di più della disciplina?

Quel che mi affascina dei lanci sono gli aspetti più tecnici su cui lavorare. Non è solo una questione di forza fisica ma soprattutto di allenamento tecnico: non otterrai risultati soddisfacenti se non ti alleni, e con costanza. Ci vuole concentrazione in ogni allenamento, in ogni dettaglio. Nei lanci devi riprodurre la stessa cosa migliaia e migliaia di volte in allenamento per renderla automatica. Mi rendo conto che in gara a contare è soprattutto quel che ho automatizzato.

E il punto di forza del tuo allenatore e del tuo gruppo?

Il nostro allenatore, Maurizio Strazzari, ci ascolta molto: ci chiede spesso come stiamo andando e cosa ci sentiamo di fare. Questa attenzione aiuta a formare un gruppo omogeneo.

Allenarsi insieme è importantissimo, a parlare e scherzare si alleggerisce la fatica, siamo tutti molto uniti.

Il tuo allenamento preferito e quello più odiato.

I miei preferiti sono gli allenamenti in cui lanciamo di più, la mia antipatia invece va agli “ostacolini”.

Il/la più simpatico/a del tuo gruppo

Faglia (Andrea Fagliarone, ndr), il mentore del gruppo.

Sportivo preferito (atleta e non)?

Il mio idolo è il campione del mondo del martello, Pawel Fajdek, ma anche Giorgio Olivieri non scherza.

Sport che praticheresti se non facessi atletica?

Mi piacerebbe il Football americano. Oppure tornerei al judo, che ho praticato in passato, oltre al tennis.

La tua gara migliore e la peggiore.

Le due migliori sono stati i due Campionati italiani, in entrambe le occasioni dopo due nulli ho centrato il personale. La peggiore esperienza invece è stata andare a Boissano, in cerca del minimo che però in quella occasione non è arrivato.

Prossimo obiettivo?

Speriamo nei lanci outdoor. Lì vorrei provare con il peso, che in quell’occasione sarà quello della categoria superiore, da 6 kg, e puntare ai 50 metri.

Hai una canzone preferita o un rituale pre-gara?

Ascolto musica rap americana e cerco sempre di vestirmi uguale, nel modo più comodo possibile ovviamente!

Un consiglio che vuoi dare ai prossimi Allievi Sacmi Avis, attuali cadetti

Non legatevi al dito i risultati degli anni precedenti, anche se non vi sono piaciuti. Passando Allievi voltate pagina e sappiate che è importante essere costanti negli allenamenti. A me è servito tantissimo, all’inizio facevo fatica, ma la costanza e la voglia di fare, in ogni singolo allenamento, aiutano a migliorare. È la ragione per cui sono riuscito a fare la mia parte in questo bronzo italiano di società.

Intervista a Davide Lanconelli, PB nella gara più importante

Allora Davide, complimenti per la stagione! Parliamo di questo terzo posto ai Campionati Italiani di Società, te lo aspettavi?

No, per niente. Nemmeno il mio allenatore, Claudio (Visani, ndr), se lo aspettava a dir la verità ed è stato molto soddisfatto. Anche per il mio personale in un’occasione così importante.

I tuoi risultati di quest’anno sono stati coronati dal PB proprio in occasione dei Campionati Italiani.  

Speravo nel personale sui 3000, sapevo di valere meno del 9’10” però non mi aspettavo di battere il muro dei 9 minuti. Soprattutto dopo aver corso i 1500 il pomeriggio prima.

1500 o 3000?

Mi piacciono entrambe, ma a sensazione meglio sui 3000.

Cosa ti piace di più della disciplina, del tuo allenatore e del tuo gruppo?

Mi piacciono le gare lunghe perché ho il tempo di gustarmele, sofferenza annessa. Mi piace sfidare la distanza, è come un viaggio. Per quanto riguarda Claudio penso che i suoi punti di forza siano la regolarità, l’essere sempre disponibile e la determinazione e la passione che mette nell’allenarci. Il nostro è un buon gruppo, ci rispettiamo, ci vediamo tutti i giorni… Se non possiamo definirci come una famiglia siamo sicuramente amici stretti, il gruppo aiuta ad affrontare gli allenamenti.

Domanda difficile: il/la più simpatico/a del tuo gruppo.

Riccardo Ghinassi perché più degli altri “fa gruppo”, in più condividiamo gli stessi allenamenti.

L’allenamento preferito e quello più “odiato”.

Il più noioso per me è correre tanto quando c’è da fare scarico, cosa che richiede tanto tempo… Invece non ho un allenamento preferito, ma devo dire che quelli che mi piacciono di più sono i più duri anche se sono difficili: ho voglia di vedere come sto, li trovo stimolanti.

La tua gara migliore/peggiore.

Le gare migliori sono state il 3000 ai Campionati italiani a Modena, quest’anno e i Campionati italiani di Cross a Torino l’anno scorso, un risultato non aspettato. La peggiore il 1500 indoor.

Prossimo obiettivo?

Quest’anno io e Riccardo passeremo Junior. Ci stiamo orientando verso i 5000, ma vogliamo continuare a lavorare anche per i 3000 e migliorare anche sui 1500.

Sportivo preferito (atleta e non).

Pietro Mennea nell’atletica leggera, al di fuori di questo ambito Valentino Rossi e Alex Zanardi.

Sport che praticheresti se non facessi atletica.

Ciclismo, le mie origini vengono da lì.

C’è una canzone che ascolti prima di una gara?  

The Spectre di Alan Walker, mi aiuta a restare calmo.

Un consiglio che vuoi dare ai prossimi Allievi Sacmi Avis:

Impegnarsi. Il nostro terzo posto è la prova che “con la determinazione e la regolarità i risultati arrivano”, per citare Claudio. Anche se per arrivarci bisogna passare attraverso qualche gara “no”.