Categoria: Pista

Simone Ronzoni argento e PB. Scardovi pioggia di record personali

Simone Ronzoni conquista l’argento ai Campionati Italiani Promesse di prove multiple facendo segnare il nuovo record personale. 4° posto e PB anche per Rebecca Scardovi. 

Padova, 6-7 marzo. Fa subito ben sperare Simone Ronzoni, allenato da Andrea Calandrina nel gruppo della Track&Field Academy, nella prima giornata dei Campionati Italiani Promesse di prove multiple: 7”44 sui 60, a soli 6 centesimi dal personale di inizio febbraio a Modena, 7,01 nel lungo, 10,50 nel peso e 1,83 nell’alto. Con risultati che si avvicinano i personali in tutte le discipline, Simone chiude infatti la classifica provvisoria al terzo posto, con 2717 punti, uno solo di svantaggio dal primato personale stabilito nel 2020.

Nella seconda giornata si porta subito al 2° posto grazie agli ostacoli: 8”81 è il suo secondo miglior tempo di sempre sui 60 hs, dopo l’8”66 di Ancona il 21 febbraio scorso. A questo punto Simone spinge sull’acceleratore: eguaglia il personale nel salto con l’asta a 4,30 e si migliora nei 1000m, vincendo la gara in 2’42”60. Il totale di 5052 punti è ampiamente il nuovo primato personale che gli permette di sfondare quota 5000.

Sabato era già scesa in pista Rebecca Scardovi, multiplista lughese allenata da Alessio Carrara. Rebecca ottiene un ottimo 4° posto e migliora il personale, sfiorato per una manciata di punti un paio di settimane fa, ad Ancona, in occasione dei Campionati Italiani Assoluti di prove multiple. Oltre a quello complessivo, sono tre i PB ritoccati dalla Scardovi, che già li aveva fatti segnare nel precedente appuntamento iridato: sfondato il muro dei 9” sui 60 hs (8”98), 5,69 nel lungo e 2’24”86 sugli 800 metri.

 

Denis Libofsha si presenta in attesa dei Campionati Italiani indoor U23

Ciao Denis! Visto che sei un atleta imolese dal 2020, quali sono le tue specialità e i tuoi risultati migliori?

Ciao a tutti! Sono tesserato per l’Atletica Imola dal 2020 ed è stata, insieme a quest’inverno finora, la mia stagione migliore: ho corso i 60m indoor in 6’’90 la settimana scorsa, mentre l’anno scorso ho migliorato i miei primati personali nei 100 (10’’87) e nei 200 (21’’95 con vento a -1.1). Nei 100 sono arrivato secondo ai Campionati Regionali Assoluti (primo tra le Promesse), mentre nei 200 sono arrivato rispettivamente 3° e 2°.

Cosa ti ha portato a scegliere l’Atletica Imola Sacmi Avis?

Nel 2020 ho pensato che l’Atletica Imola fosse una scelta migliore della Santamonica Misano per poter crescere, vista la qualità del gruppo e la storia di velocisti che hanno gareggiato con questa maglia. Spero di riuscire a portare buoni risultati alla squadra, sia a livello individuale che di staffetta.

Cosa ti ha portato a scegliere l’atletica e la tua specialità?

Ho iniziato atletica quando ero molto piccolo perché i miei amichetti delle scuole elementari la praticavano e ci eravamo trasferiti attaccati al campo e riuscivo ad andare agli allenamenti autonomamente. Inizialmente praticavo sia velocità che salto in lungo, ma ho scelto la velocità perché i 100 e i 200 mi davano più soddisfazioni. Faccio comunque qualche gara di salto in lungo, ma per piacere e senza obiettivi particolari.

Chi è il tuo tecnico? Cosa ti piace del tuo allenatore e del tuo gruppo?

Nonostante il cambio di casacca mi allena sempre Licia Pari con il gruppo della Santamonica. Il gruppo mi piace molto, siamo amici anche fuori dal campo e ci vogliamo tutti molto bene. Il pregio principale di Licia è che supporta sempre i suoi atleti, mentre l’atletica mi piace perché allenandomi riesco a scaricare tutto il nervosismo e la tensione della giornata.

Quali sono i tuoi allenamenti preferiti e quelli più odiati?

Mi piacciono di più le ripetute lunghe, dai 200 ai 300, perché mi danno una soddisfazione maggiore rispetto ad allenamenti formati da tante prove corte e con poco recupero; infatti dall’anno scorso mi vedo più duecentista e non centometrista.

Quali pensi che siano le tue gare migliori e peggiori?

Una delle peggiori è sicuramente il salto in lungo ai Campionati Italiani Allievi di Rieti 2017, dove ho fatto tre nulli. Nella velocità il Meeting Spazzoli a Cesena del 2018: c’era -2.5 di vento e corsi in 11’’46, due settimane prima avevo migliorato il mio personale portandolo a 11’’05: ero molto deluso. La migliore è stata quella sui 200 ai campionati regionali di Piacenza: il terzo posto era inaspettato perché non ero neanche nella serie migliore e c’era molta concorrenza; ho avuto il vento a favore mentre la più forte contrario, ma mi sentivo molto in forma e sento che avrei ottenuto questo risultato con qualsiasi condizione.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Vedo gli italiani indoor come un periodo di transizione verso gli outdoor, la parte più importante della stagione. Voglio migliorare i miei record personali sui 200 e sui 100 e debuttare sia alla fase regionale sia a quella nazionale del CdS con la maglia dell’Atletica Imola e ottenere buoni risultati per la squadra.

Chi sono i tuoi sportivi preferiti?

Nell’atletica ammiro molto Jonathan Edwards e Christian Taylor, perché hanno reso il salto triplo un’opera d’arte; nella velocità mi piacciono Bolt, Blake, Powell e Gatlin, mentre al di fuori della pista Ibrahimovic perché nel bene e nel male è un personaggio unico.

Che sport praticheresti se non facessi atletica?

Probabilmente niente! Mi sono innamorato dell’atletica da piccolo e non ho sport che mi appassionino allo stesso modo. Mi piace guardare il tennis, ma non ci giocherei agonisticamente.

Chi è e cosa fa Denis Libofsha fuori dalla pista?

Frequento il primo anno di Scienze Motorie a Rimini, e mi reputo una persona tranquilla e sulla quale si può contare.

Come hai vissuto il cambiamento da scuola a università?

A scuola non ero un tipo molto studioso e quindi è stato un po’ traumatico passare da studiare poco a farlo tutto il giorno, però riesco a separare l’atletica dallo studio e mantenere una mentalità lucida.

Hai qualche rituale scaramantico pre gara?

Durante le gare indosso sempre un paio di calzini, che ora sono rotti! Invece non mi piace ascoltare la musica sia durante il viaggio che prima del riscaldamento.

Per concludere, hai un consiglio da dare agli atleti più giovani?

Vorrei dire ai più giovani di non pensare alla competizione ma vivere le gare in modo rilassato, cercando di divertirsi e conoscere più persone possibile sia dentro che fuori alla propria società!

Ringraziamo Denis Libofsha per la disponibilità e gli auguriamo un grande in bocca al lupo per i campionati italiani indoor e per il proseguimento della stagione!

Marta Morara tra le grandi all’Udin Jump Developement

Esperienza internazionale a Udine per la saltatrice in alto Marta Morara, che sta finalizzando la preparazione in vista dei campionati italiani indoor (gareggerà sia per il titolo promesse il 7 febbraio che per il titolo assoluto il 21). La saltatrice imolese, tesserata per l’ICEL Lugo, si dimostra in gran forma, ben figurando in una manifestazione che vedeva al via anche la vicecampionessa del mondo in carica, l’ucraina Yaroslava Mahuchikh, e ottenendo il minimo per i Campionati Europei under 23 che si terranno (pandemia permettendo) dall’8 all’11 luglio a Bergen, in Norvegia.

Marta ha iniziato la gara all’altezza di 1,70, con un percorso netto e privo di errori fino a 1,82 (passato al secondo tentativo), misura che rappresenta appunto il minimo per la manifestazione continentale, compiendo poi tre errori alla misura successiva di 1,86 (che avrebbe rappresentato il primato personale) con degli ottimi tentativi. Il salto a 1,82 al secondo tentativo la colloca così al settimo posto, a pari merito con la Erika Furlani (Fiamme Oro) che l’ha preceduta allo stesso modo ai Campionati Italiani Assoluti di Padova e la ceca Bara Sadjoková, atleta con un primato personale di 1,90m, mentre la vincitrice è stata la favorita Mahuchikh a 2,00 (fallito l’attacco al primato mondiale stagionale di 2,03) su Alessia Trost (1,93). Marta si trova attualmente al primo posto nella graduatoria nazionale di categoria e al quinto di quella assoluta. Continua a leggere

Al via il 2021. Personali per Ghinassi e Ronzoni

 

Si apre con i personali di Riccardo Ghinassi e Simone Ronzoni il 2021 della Sacmi Avis. Il weekend del 16 e 17 gennaio ha visto impegnati gli atleti imolesi ad Ancona e a Modena.

Riccardo Ghinassi, new entry della categoria Junior, al Palaindoor di Ancona corre i 1500 metri in 4’01”61, record personale al coperto e suo secondo miglior tempo dopo il primato sociale Allievi ottenuto lo scorso ottobre. Personale indoor anche per l’allievo Mattia Turchi sugli 800 (2’00”58) e buona prova sulla stessa distanza di Jacopo Torri (2’09”25 a mezzo secondo dal personale). Denis Libofsha (Promesse) nella finale dei 60 piani eguaglia il proprio PB di 6”93.

Riccardo Ghinassi (foto Passerini/Atl-Eticamente Foto)

 

Oltre ai miglioramenti cronometrici, da Ancona arrivano anche due i primi posti a opera delle Promesse dell’Icel: Marta Morara, bronzo ai Campionati Italiani Assoluti lo scorso anno, nel salto in alto sfiora l’1,81 e supera la modenese Nicole Romani, Valentina Bianchi sui 60 piani si migliora in finale con 8”61. Bronzo per Luigi Provenzano nei 60 hs categoria Allievi.

Simone Ronzoni

Simone Ronzoni nel salto con l’asta a Modena (16 gennaio 2021)

Nel mezzofondo, Lovepreet Rai debutta nelle categorie assolute con una buona prova sugli 800 (2’27”90). Il difficile periodo di restrizioni non impedisce alla Master45 Nadiya Chubak di gareggiare sulla stessa distanza (2’36” per lei). Nel salto con l’asta, Eleonora Rossi torna a riconquistare la misura di 3,30.

Sul fronte di Modena erano invece impegnati i decatleti, autori nel 2020, per il secondo anno consecutivo, del primo posto in Italia nei Campionati di Società delle prove multiple. Due i record personali per Simone Ronzoni: un ottimo 4,20 metri nel salto con l’asta e 7”43 sui 60 piani. Nelle stesse specialità, a cui si devono aggiungere i 60 hs, è in gara anche Alberto Brini, che proprio sugli ostacoli chiude al 3° posto. In gara nei 60 piani sulla pista emiliana anche il capitano Andrea Mazzanti, che dopo un periodo di stop forzato ferma il cronometro a 7”36.

Intervista ad Alessandro Tognin, staffettista ai Campionati Italiani Allievi nella 4×400

“Mi piace la sensazione di velocità che crei con il tuo corpo, sentire la velocità sulla pelle”. Ecco Alessandro Tognin, quattrocentista che ha contribuito alla staffetta degli Allievi 3^i in Italia.

Ciao Alessandro, come commenti questo 3° posto ai Campionati Italiani di Società?

Come gli altri non me l’aspettavo. Non conoscevo bene gli altri componenti della squadra, in occasione di questi Campionati ho scoperto nuovi compagni, soprattutto nel settore del mezzofondo e dei lanci, veramente forti! A Lugo conosco praticamente tutti, ma con gli imolesi ci incontriamo solo alle gare e in occasione della staffetta 4×400 ci siamo conosciuti meglio.

Per quanto riguarda i tuoi risultati di quest’anno, com’è andata?

È stato difficile dopo lo stop del lockdown, è stato strano allenarsi al di fuori del campo, senza gli altri. Purtroppo non sono riuscito a migliorarmi. Con Claudio, il mio allenatore, abbiamo deciso di continuare a lavorare per la staffetta 4×400.

La tua gara migliore e la peggiore?

La migliore è stata lo scorso anno a Modena, con quel 52”30 che è ancora il mio personale. La peggiore che ricordi invece è il mio primo 400 in assoluto, corso indoor, è stata un’esperienza traumatica perché con tutta quella fatica mi aspettavo un tempo migliore.

Cosa ti ha portato a scegliere come specialità proprio il giro della morte?

Vengo dal mezzofondo, da piccolo ero bravino ma non mi piaceva, non ci trovavo la passione. Da cadetto ho provato i 300 e così passando allievo sono arrivato ai 400.

Prossimo obiettivo?

I 400 sono l’unica gara che ho in testa. Voglio tentare il minimo ma soprattutto migliorarmi, andare oltre i miei limiti.

Cosa ti piace di più della disciplina, del tuo allenatore e del tuo gruppo?

Quelle che corro io sono distanze in cui riesci a provare una sensazione di velocità che crei con il tuo corpo, dove senti la velocità sulla pelle.

Per quanto riguarda Claudio penso che il suo punto di forza sia il fatto che è sempre molto disponibile e comprensivo, può sembrare buono ma dentro è determinato e “cattivo”, nel senso che riesce a tirare fuori il meglio dai suoi atleti.

Il bello del nostro gruppo – mi alleno con Pietro Carnevali, Davide Bernabei, Pietro Ravagli e gli altri – è che siamo uniti e giocherelloni.

Allenamento preferito e allenamento più odiato?

Mi piacciono le prove un po’ più lunghe, dai 300 ai 500, quindi variazioni e scalette, ma detesto la resistenza alla velocità, gli allenamenti di velocità pura e tecnica…

Il/la più simpatico/a del tuo gruppo?

Sono amico con tutti, ma il legame più forte è con Pietro Carnevali, ci alleniamo insieme fin da piccoli.

Sportivo preferito (atleta e non)?

Avrei detto Christian Coleman, ma vista la squalifica per doping lo escluderei. Sicuramente, guardando anche ai grandi del passato, Ayrton Senna.

Che sport praticheresti se non facessi atletica?

Difficile dirlo… forse nuoto, perché come nell’atletica mi piace il fatto che devi fare la tua parte ma hai anche una squadra.

Hai dei rituali pre-gara?

Una volta ero scaramantico, ora non più, punto a trattenere ansia e paura e a scaricarle con una playlist mista.

Un consiglio che vuoi dare ai prossimi Allievi Sacmi Avis, attuali cadetti.

Stringere i denti e andare avanti.